Monovolume di classe
La nuova Lancia Phedra sostituisce la “Z”. Rispetto a quest'ultima vanta maggiore personalità e dimensioni, essendo lunga 4,75 metri (più 29,5 cm), larga 1,86 (più 5,3 cm) e alta 1,75 metri (più 3,8 cm, che diventano 14,2 se si tiene conto delle barre portatutto).
Come la "Z" nel 1994, la Phedra
è derivata da un progetto comune di Fiat Auto e PSA Peugeot Citroën e realizzata nel nuovo complesso industriale di Sevelnord, vicino Valenciennes, nel nord della Francia.


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Il tetto interamente in alluminio e i retrovisori "a bandiera" che integrano i ripetitori di direzione laterali, evidenziano, in chiave diversa, le soluzioni tecniche innovative della Phedra.
La struttura ed il pianale sono stati ripresi dalla "Z", ma profondamente modificati per aumentare ulteriormente sicurezza e lo stesso comportamento dinamico.
Gli interni sono completamente nuovi, in uno stile moderno, semplice e puro, per un abitacolo che può accogliere fino a sette sedili. Questo sorprende soprattutto per l'arcata della plancia” che contribuisce, insieme all'ampio parabrezza atermico, all'impressione di spazio e luminosità dell'ambiente. Seduce anche per il cruscotto traslucido, con due quadranti verdi illuminati con il sistema ad ombre cinesi e dotato di uno schermo di 7 pollici di dimensioni 16/9°. |
Sul versante della meccanica merita segnalare che il lussuoso monovolume dispone di quattro motori, due a benzina e due turbodiesel "Common Rail" ed è equipaggiato con una serie di dispositivi di sicurezza, di comfort e di telematica che lo pongono al vertice della categoria per spaziosità interna e dotazioni di serie.
Lancia Phedra, quindi, è chiamata a presidiare il segmento dei monovolume in Europa, in particolare nella fascia alta dove la clientela è rappresentata da una cerchia ristretta di amanti dei viaggi, del lusso e del comfort. Si tratta di una nicchia che nel mercato europeo si è stabilmente assestata intorno al 2,5% delle vendite totali (circa 350.000 veicoli nel 2001).
Lancia Phedra è la risposta del Marchio di Chivasso ai desideri di un cliente raffinato e colto che si riappropria del piacere di "avere", ma senza esibire né ostentare le proprie possibilità economiche.
Lancia Phedra rappresenta tutto questo, perché è l'ammiraglia di classe declinata nella forma del monovolume. È vettura, moderna nella tipologia strutturale e nella versatilità che questa offre, ma classica nei contenuti per soddisfare un cliente maturo ed esigente. |

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A questo cliente Lancia Phedra offre il lusso e l'esclusività di uno stile e di un gusto "tutto italiano", assicura comfort, cura dell'ambiente interno, prestazioni e tecnologia d'avanguardia. Ecco allora diverse soluzioni di sedili (riscaldati, girevoli, regolabili elettricamente e con memorie); tantissimi comodi vani, scomparti e cassetti oltre a tavolini ripiegabili e a un bagagliaio spazioso e attrezzato. Lancia Phedra propone anche il climatizzatore automatico "multi-zona" e CONNECT NAV+, il più avanzato strumento infotelematico oggi disponibile, quello che offre il maggior numero di funzioni e di servizi. Non solo. A questo cliente il monovolume Lancia offre quanto di meglio ci sia nel campo della sicurezza:
sette cinture di sicurezza a tre punti di aggancio, di cui una per il sedile centrale, sei airbag, tra cui due a tendina per proteggere la testa dei passeggeri delle tre file di sedili (una novità mondiale), ABS completo di correttore di frenata EBD, dispositivo antislittamento ASR, programma elettronico per il controllo della stabilità dinamica ESP, dispositivo di assistenza alle frenate di emergenza. E poi ancora fari allo Xenon e, per i bambini: attacchi Isofix dei seggiolini, specchio di sorveglianza e chiusura elettrica di sicurezza per le porte.

La Phedra incarna, in estrema sintesi, l'idea di una monovolume progettata con intelligenza, che fa dell'esperienza del viaggio un autentico “piacere”.
Lo stile
Tratti secchi e puliti, forme "architettoniche" e segnate da una forte "italianità" che rende immediatamente riconoscibile Lancia Phedra e le conferisce una spiccata personalità.
È, in sintesi, il design del nuovo modello, una linea destinata a riproporre, sia pure elaborati nella tipologia del monovolume, gli stilemi fortemente caratterizzanti del nuovo look Lancia, nati con il prototipo Dialogos e sviluppati appieno in Thesis.
Il frontale è scultoreo, dominato dal family feeling Lancia e con una gradevole movimentazione delle masse. I paraurti sono completamente integrati nelle superfici dell'auto e la grande calandra verticale che comunica un senso di superiorità e classe più che di aggressività. Uno stilema importante e distintivo che da Thesis a Phedra diventerà sempre più un riferimento obbligato per i designer Lancia. |

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Gli stessi gruppi ottici sono preziosi e dalle forme pulite, nel rispetto di questa corrente stilistica che contraddistingue le nuove vetture del Marchio.
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"Importante" e compatto, il corpo del veicolo si allunga nella fiancata con linee che corrono decise verso la parte posteriore e con forme segnate da spigoli di lieve angolatura. Lì spiccano le due maniglie affiancate (un tocco di cromatura che si ripete nelle fasce paracolpi e, ovviamente, nella calandra), gradevole citazione da una grande Lancia del passato: l'Aurelia. Sempre in questa vista, risaltano i retrovisori allungati che idealmente continuano il parafango e portano, all'estremità, i ripetitori laterali.
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Grazie alla loro posizione arretrata, i retrovisori esterni svolgono in modo appropriato la loro funzione principale perché sono vicini al guidatore e con le loro “modeste” dimensioni, non alterano la visibilità anteriore né interferiscono eccessivamente con l'equilibrio aerodinamico della vettura. Inoltre, ogni specchietto incorpora nel suo supporto, dal disegno armonizzato con quello dei montanti anteriori, gli indicatori di direzione supplementari, al riparo dai piccoli urti.

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Gli stilemi di famiglia tornano nella parte posteriore con i fanali alti e verticali che racchiudono il generoso portellone, nel quale lamiera e parte vetrata trovano un eccellente equilibrio. Quest'ultima, infatti, completa con coerenza l'ampia vetratura che attraverso parabrezza, finestratura laterale e lunotto assicura una perfetta continuità di visione in ogni circostanza. |
La cellula abitativa di questa vettura è caratterizzata principalmente da un parabrezza panoramico che assicura un insolito raccordo con il cofano motore ; in posizione molto avanzata rispetto all'asse anteriore del veicolo a cui conferisce un aspetto monovolume in altezza, questo parabrezza dalla bombatura pronunciata “spinge indietro” i montanti.
Questi sono molto vicini ai passeggeri e, grazie alla buona visibilità, danno una sensazione di comfort simile a quella di una berlina.
Gli interni
All'interno, il modello è fortemente caratterizzato dall'arco della plancia che corre snello da montante a montante. Una soluzione interessante che ha consentito: da un lato di "accorciare" in profondità la plancia stessa riproporzionandola visivamente, e dall'altro di creare il suggestivo effetto "aereo" dei due grandi strumenti rettangolari "appesi" al di sotto dell'arco e divisi dal display TFT a 7" del CONNECT NAV+. Inoltre, la plancia completamente curva, in linea con la dimensione generosa del parabrezza, lascia volutamente passare la luce, che illumina orizzontalmente la parte superiore del corpo della plancia. |

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Il cruscotto, composto da due quadranti ed un schermo a colori collegato alla telematica, diventa un elemento indipendente da cui tutti i passeggeri possono ottenere informazioni interessanti. Quelle legate al funzionamento del veicolo, come alcune spie di allarme, sono volutamente raggruppate in un piccolo pannello davanti al conducente.
Il cruscotto presenta indicazioni innovative con il sistema delle “ombre cinesi ” leggibili grazie a lancette visibili su un fondo illuminato ricoperto da vetri serigrafati.
All'insegna della massima funzionalità ed ergonomia, la console centrale si protende verso l'abitacolo mettendo a portata di mano del guidatore il cambio, i comandi della strumentazione telematica e quelli del climatizzatore.
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Dal punto di vista stilistico colpisce l'insolita forma della console stessa, mentre da quello funzionale occorre sottolineare la novità dei comandi a distanza, sistemati non più intorno allo schermo o sotto l'apparecchio ma lontano da questi e vicino al guidatore. |

I sedili aggiungono un altro tratto di forte personalità, hanno una forma scolpita (meno tondeggianti dell'usuale), dai tratti moderni, con imbottiture laterali che si allargano sulla seduta e sullo schienale. Questo disegno permette di contenere efficacemente il corpo degli occupanti, lasciando nel contempo libere le gambe e le spalle, per un maggior comfort, contemporaneamente permette anche di ridurre al massimo il numero delle cuciture. 
Questi sedili, in uno spirito di modularità, contengono varie regolazioni e alcuni loro movimenti, quelli meno agevoli, sono assistiti. Oltre al comfort, offrono una sicurezza autentica, perché dispongono, a prescindere dalla loro posizione, di cinture di sicurezza a tre punti di attacco.
Nell'insieme, l'abitacolo di Lancia Phedra appare come un vero e proprio salotto, impressione rafforzata dal ruolo di primo piano giocato dall'Alcantara®, ma anche come un ambiente funzionale e moderno per assicurare a chi siede a bordo del veicolo un viaggio estremamente confortevole sia in veste di guidatore sia di passeggero. Sensazioni alle quali contribuisce anche la particolare cura prestata ai dettagli e ai materiali.
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A cominciare dalla plancia antiriflesso che si presenta come un vero e proprio ponte di comando: comoda, ergonomica e arricchita da due ampi vani chiusi è sobriamente segnata da inserti in mogano e particolari bruniti e cromati. Per proseguire con i pannelli delle porte, che nella parte alta sono rivestiti in Alcantara® (come i vani appena citati) e, insieme con la plancia, avvolgono gli occupanti in una morbida e continua fascia dal pregiato tessuto.

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Senza contare i tantissimi vani portaoggetti disseminati ovunque, i pratici tavolini a ribalta sistemati dietro gli schienali dei sedili e i comodi maniglioni dei montanti centrali (facilitano la salita e la discesa dei passeggeri della seconda e della terza fila) che sono rivestiti in pelle come il volante, il pomello e la cuffia del cambio.
Innovazione
Nei suoi oltre cent'anni di storia l'automobile ha saputo evolversi di continuo, diventando più sicura, più comoda, più pulita, più brillante nelle prestazioni. Oggi, complice l'evoluzione tecnologica dell'informatica e della telematica, conferma ancora una volta la sua grande vitalità preparandosi ad una nuova radicale trasformazione. In questo contesto Lancia Phedra propone CONNECT/RT3, il più avanzato strumento infotelematico integrato oggi disponibile, quello che offre il maggior numero di funzioni e servizi (quelli offerti da Targasys).
CONNECT/RT3 rappresenta una vera e propria rivoluzione che relega per sempre nel campo dei ricordi il viaggio in auto inteso come parentesi di distacco dalle attività e dalle abitudini usuali. Per trasformarlo, invece, in un momento della nostra giornata che non solo consente di mantenere i contatti con il mondo esterno ma offre, semmai, qualche opportunità in più. E il tutto premendo un solo tasto. Tecnologia sofisticata, insomma, "facile" da usare e sempre al servizio del guidatore.

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CONNECT/RT3 è al centro della plancia e svolge le funzioni di un assistente di bordo al quale possiamo chiedere di fare una telefonata, di mettere un po' di musica o di prendere un appunto. Il tutto attraverso i comandi a distanza posti nella console centrale dalla forma insolita, avendo sempre sullo schermo il quadro dettagliato di quanto richiesto. Si tratta, quindi, di uno strumento ricco di funzioni, offerto ad un prezzo vantaggioso e, soprattutto, facile da usare come tutta la tecnologia di ultima generazione. |
Rispetto ai concorrenti, infine, CONNECT/RT3 offre qualche cosa in più. Vale a dire la possibilità di dialogare con una persona in carne ossa. Cioè l'operatore di un call center, che in ogni momento è pronto a dare informazioni, risolvere problemi e offrire tutta una vasta gamma di servizi. Per accedere a questo nuovo mondo di servizi è sufficiente premere il tasto verde CONNECT che mette in contatto con uno dei 750 operatori del Contact Center di Arese, una vera e propria "fabbrica" di servizi e informazioni che lavora 365 giorni l'anno.

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Una semplice chiamata, quindi, e l'automobilista trova un operatore che parla la sua lingua (14 quelle già attive) capace di aiutarlo a trovare una strada, di dare informazioni sulle condizioni di traffico e sul tempo che troverà lungo la via e a destinazione. Ma anche di consigliargli un ristorante, prenotargli un albergo o, in futuro, acquistare per lui un biglietto aereo. E, se necessario, inviare un mezzo di soccorso. Qualcuno che, in ogni caso, potrà guidarlo passo passo fino alla meta, rammentandogli appuntamenti e segnalando variazioni di traffico. Senza dimenticare di informarlo sul risultato della partita disputata dalla sua squadra preferita.
CONNECT/RT3, quindi, è un sistema davvero unico nel suo genere sia per il numero di funzioni sia per la qualità dei servizi. Senza contare che il cliente di Lancia Phedra ha di serie la versione più ricca: CONNECT NAV+/RT3 a colori. In questa configurazione il dispositivo infotelematico propone: autoradio RDS con CD, telefono GSM dual band completo di "viva voce", comandi vocali per radio e telefono, pulsante "CONNECT" per collegarsi al Contact Centre e navigazione dinamica a mappe. Il tutto visualizzato su un display Dot Matrix da 7" a colori che è sistemato nella parte centrale del quadro strumenti, per consentire al guidatore di leggere le informazioni senza distogliere lo sguardo e l'attenzione dalla strada. E si trova al centro della plancia, dove può essere usato agevolmente anche dal passeggero e visibile pure a chi siede dietro. Inoltre Lancia Phedra è predisposta per il montaggio di un video da 7" a colori che può essere installato al centro del padigione in corrispondenza della prima fila di sedili.Il monitor è ribaltabile a scomparsa e può essere collegato ad un lettore DVD o alla Play Station.
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Spazio

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Lancia Phedra ha un abitacolo ampio, luminoso e perfettamente insonorizzato, che coniuga massimo livello di comfort con grande abitabilità. Lo dimostrano le cifre. Il bagagliaio, per esempio, ha un volume di 2948 dm3 e un pianale di 2204 mm (entrambi misurati dalla prima fila al portellone). Anche la larghezza su pavimento della terza fila è la migliore del segmento: 1420 mm. Senza contare che sono ottime le altezze dal pavimento al padiglione (1235 mm per la prima fila, 1200 per la seconda, 1130 per la terza); e le distanze tra i pannelli delle porte in cintura (1575 mm per la prima fila, 1600 per la seconda, 1430 per la terza). |
Dimensioni interne, quindi, che danno il senso del grande spazio messo a disposizione nella Lancia Phedra e del modo razionale e rigoroso con cui è stato risolto il rapporto tra ingombri esterni e volumetria interna.
Sicurezza
In fatto di sicurezza la Lancia Phedra si colloca ai vertici della categoria. Rispetto a quella preventiva, infatti, il monovolume Lancia propone un posto di guida regolabile che si adatta perfettamente a conducenti di qualsiasi taglia e consente la massima visibilità della strada, cui contribuisce in maniera determinante l'ampia superficie vetrata.
Senza contare la posizione ergonomica dei comandi, che permette di agire su tutta la strumentazione senza mai distogliere l'attenzione dalla strada e il sofisticato impianto di climatizzazione bi-zona che consente di guidare nelle condizioni di massimo benessere e quindi senza distrazioni. |

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Nel campo della sicurezza passiva, poi, il nuovo modello offre una protezione totale. Basti dire che ha superato i più severi "crash test" e propone una ricca dotazione di serie: due airbag frontali multistage, due sidebag anteriori e due window bag, che proteggono i passeggeri laterali di tutte e tre le file di sedili. E ancora: cinture a tre punti con pretensionatori e limitatori di carico (esclusi i sedili centrali della seconda e terza fila), appoggiatesta regolabili in altezza e basculanti (anteriori).

Senza dimenticare: il sistema di bloccaporte elettrico, che su richiesta del guidatore può inserirsi automaticamente quando la vettura supera i 10km/h; la chiusura elettrica di sicurezza per i bambini; e gli attacchi Isofix per installare con facilità e le massime garanzie i seggiolini dei più piccoli.

In caso di urto, ovviamente, sono automatici lo sbloccaggio delle porte e l'interruzione sulla linea di afflusso di carburante.

Si tratta dei più avanzati dispositivi di sicurezza passiva oggi disponibili, che sulla Lancia Phedra sono governati da una centralina elettronica attraverso un sofisticato "sistema nervoso". È lungo quest'ultimo, infatti, che viaggiano i segnali provenienti dai vari sensori sparsi nella vettura, in relazione ai quali la centralina decide quanti e quali congegni devono essere attivati. Da qui il comportamento "intelligente" del sistema nel suo insieme.
Per quanto concerne la sicurezza attiva, poi, il nuovo modello non teme confronti nel segmento. A partire da un impianto frenante particolarmente efficace, che assicura una decelerazione pronta e progressiva, oltre che spazi di arresto ridotti; in caso di frenata improvvisa e prolungata, poi, interviene un sistema automatico di emergenza che accende il lampeggiatore d'emergenza (Hazard) avvertendo tempestivamente i veicoli che seguono.
La Lancia Phedra, inoltre, sfodera i più sofisticati dispositivi elettronici per il controllo del comportamento dinamico della vettura: dalla frenata alla trazione. Come l'ESP (Electronic Stability Program), il sistema che interviene nelle condizioni prossime al limite, quando è a rischio la stabilità della vettura, e aiuta il guidatore a controllare l'auto. Di serie sulle versioni equipaggiate con i propulsori 2.2 JTD e 3.0 24 valvole e optional sulle altre, garantisce sempre ottime prestazioni e grande piacere di guida.
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Come l'ASR (Anti Slip Regulation), congegno molto sofisticato per il controllo automatico della trazione. Di serie su tutte le versioni, funziona a qualsiasi velocità e interviene sulla coppia, in relazione al coefficiente di aderenza rilevato. Quando, invece, in condizioni di bassa aderenza si scala bruscamente di marcia, interviene l'MSR (Motor Schleppmoment Regelung) che ridà coppia al motore evitando il pattinamento derivante dal blocco delle ruote.
Rolla ma tiene
Nella prova che misura tendenza al ribaltamento, la Phedra non ha mai avuto un comportamento preoccupante, anche se ha evidenziato la tendenza a sollevare le ruote posteriori, quella destra nella prima manovra, l'altra nella sencoda, quando raggiunge la velocità massima di passaggio (55,61 km/h).
Nella prova che misura la capacità di una vettura di superare un ostacolo in curva, la Phedra se lè cavata altrettanto bene. Lo scarto è pronto (provoca soltanto un leggero allargamento del muso) e il successivo riallineamento è veloce e sicuro, nonostante il rollio e la mole della vettura. Nel caso, c'è sempre l'assistenza del controllo di stabilità ESP.
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Sempre di serie sull'intera gamma il Brake Assistance e l'ABS con il correttore elettronico della frenata EBD. Il primo dispositivo assiste nelle frenate di emergenza: sulle versioni senza ESP è di tipo meccanico, si trova all'interno del servofreno e prende il nome di MBA (Mechanic Brake Assistance); sulle vetture con ESP, invece, è una funzione svolta elettronicamente dalla centralina dell'ABS e si chiama HBA (Hydraulic Brake Assistance). Il secondo dispositivo, invece, si caratterizza per il sofisticato Electronic Brake force Distribution (EBD) che regola l'azione frenante sull'asse posteriore in modo da impedire il blocco delle ruote e garantire in ogni condizione il pieno controllo della vettura. Il sistema, inoltre, adatta il proprio funzionamento alle condizioni di aderenza delle ruote stesse e all'efficienza delle pastiglie dei freni, riducendo anche il surriscaldamento di questi ultimi. Insomma, la Lancia Phedra ha un comportamento dinamico impeccabile in ogni condizione di guida e di fondo stradale.
Vedi il risultato del crash test EuroNcap clicando qui 
Motori
Lancia Phedra è equipaggiata con una gamma di quattro motori. Due sono a benzina: il 2.0 16v di 100 kW (136 CV) e l'inedito 3.0 V6 24v di 150 kW (204 CV). E due turbodiesel "Common Rail": il 2.0 16v JTD di 80 kW (109 CV) e il nuovo 2.2 16v JTD di 94 kW (128 CV). Tutti garantiscono ottime prestazioni, buona silenziosità di funzionamento, grande comfort di marcia e consumi ragionevoli.
Il livello del rumore dentro l'abitacolo dellla Phedra 2.2 JTD resta sempro entro limiti più che accettabili per quantità et qualità (anche ad altra velocità).
Per farvi un idea ecco qui sotto i valori misurati nella Jaguar "X-Type V6 2.0 24v benzina "

Ognuno, tuttavia, ha un proprio temperamento e una vocazione diversa. Così è possibile distinguere tra i due propulsori votati al massimo rendimento e ad assicurare al cliente un'interessante economia di esercizio (i due litri, sia a benzina sia turbodiesel). Poi un motore brillante nel comportamento e capace di garantire in ogni situazione una guida davvero piacevole: il 2.2 16v JTD. E infine una motorizzazione di grandi prestazioni e, ovviamente, anche di prestigio: il sei cilindri 24 valvole di tre litri.
Il 2.0 16v benzina EW10 J4
Il quattro cilindri in linea di 1997 cm3 ha basamento e testa cilindri in alluminio, sviluppa la potenza massima di 100 kW a 6000 giri/min. e la coppia massima di 190 Nm a 4100 giri/min.
Costituito da un blocco compatto in lega leggera, è dotato di camicie in ghisa annegate nella fusione e di una testata a doppio albero a camme in testa azionato da una cinghia dentata, collegata direttamente al pignone di ciascun albero a camme. L'iniezione multipoint è sequenziale.
L'aspirazione del motore ha una valvola a farfalla motorizzata che, pilotata elettricamente dalla centralina di controllo del motore, permette di aumentare il comfort di utilizzo, riducendo l'inquinamento. Consente anche un dialogo tra il motore e il dispositivo di controllo dinamico di stabilità (ESP).
L'elettronica di gestione è costituita da un impianto d'iniezione sequenziale Magneti Marelli DCM 48 P e da un sistema di accensione a doppia bobina di tipo statico SAGEM BBC 2.2. Quest'ultimo comprende una bobina per ciascuna coppia di cilindri, ossia due bobine annegate in un blocco di resina inserito in una barretta, fissata direttamente con una clip sulle candele.
Altra dote importante sono i consumi particolarmente bassi, che nel ciclo combinato si assestano a poco più di 10 l/100 km, un valore di assoluto rilievo nella categoria dei monovolume. Si tratta, infine, di un motore molto pulito. Grazie al convertitore catalitico ossidante, alla valvola EGR e alla trappola per i vapori della benzina, infatti, riesce a far registrare valori di emissioni più bassi di quelli stabiliti dalla norma Euro3. Tanto che in Germania, ad esempio, potrà beneficiare degli sgravi fiscali previsti per l'anticipo dell'Euro4.
Il 3.0 V6 24v benzina ES9 J4 S
È il motore per chi vuole il massimo.

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Sia in termini di prestazioni, campo nel quale il 6 cilindri a V di 2946 cm3 di Lancia Phedra garantisce risultati al vertice della categoria: 150 kW di potenza (a 6000 giri/min), 285 Nm di coppia (a 3750 giri/min), 90% della coppia massima pari a 260 Nm disponibile sin da 2 000g/min, 205 km/h di velocità massima e poco più di 10 secondi per passare da zero a 100 km/h. |
Sia sul piano del controllo delle emissioni: fronte sul quale, come il motore 2.0, fa registrare valori di emissioni più bassi di quelli stabiliti dalla norma Euro3, che gli consentono di beneficiare degli sgravi fiscali previsti, in Germania, per l'anticipo dell'Euro4.
Sia per quanto riguarda la tecnologia. Dal momento che il 3.0 V6 24v non solo amplia verso l'alto, nell'area del prestigio, la precedente offerta motoristica; ma mette anche a disposizione del cliente di Lancia Phedra un propulsore tecnicamente sofisticato. Il blocco motore e le testate a quattro valvole per cilindro sono in lega leggera e formano un insieme particolarmente rigido. Quest'ultima, inoltre, è del tipo "cross-flow" con condotti di aspirazione singoli per ciascuna valvola (sono anche a sezione variabile) e condotti di scarico a forcella. Gli alberi a camme che azionano punterie idrauliche sono quattro e i due di aspirazione sono comandati dal sistema VTC (Variable Timing Cramshaft o fasatura variabile) che permette di ottenere una variazione del bloccaggio angolare di 30° rispetto all'albero motore per favorire, in base al regime di giri, la coppia o la potenza. Le due posizioni possibili di questi alberi a camme (on/off) sono ottenute mediante uno sfasatore idraulico a doppia rampa elicoidale, identico a quello del motore 2.2 litri.
La farfalla è pilotata elettronicamente dalla centralina di controllo del motore, a tutto vantaggio del comfort di guida, di un migliore controllo delle emissioni e della possibilità di adottare sofisticati sistemi di sicurezza attiva come l'ESP.
Infine, la gestione del motore è realizzata da una centralina Bosch ME 7.6 che comanda l'iniezione sequenziale in fase e un'accensione costituita da sei bobine di tipo « a matita », montate verticalmente sulle candele e gestite direttamente dal calcolatore.
Il 2.0 16v
Diesel JTD/HDi – DW10 ATED4 – FAP (solo Ulysse/Phedra)
La piacevolezza di guida e l'economia di esercizio sono tra le doti che caratterizzano questo motore. Il 2.0 16v JTD sviluppa la potenza massima di 80 kW a 4000 giri/min e la coppia massima di 270 Nm a 1750 giri/min. Il 70% di quest'ultima, tuttavia, è già disponibile a 1250 giri/min. L'andamento particolarmente favorevole della curva di coppia, dunque, permette di riprendere anche da regimi di rotazione molto bassi senza dover cambiare marcia.
Ed è proprio questa caratteristica, insieme con il comando della frizione idraulico, il doppio volano ammortizzatore del propulsore e l'asservimento della guida correlato al regime del motore (sterzo molto demoltiplicato ai bassi regimi e man mano più rigido con il crescere della velocità) che assicura a Lancia Phedra equipaggiata con il 2.0 16v JTD un grandissimo comfort di marcia, particolarmente apprezzabile nel traffico cittadino.
Anche il due litri turbodiesel "Common Rail" garantisce vantaggiosi costi di esercizio, così come tutti i motori di questo tipo, nei quali l'iniezione diretta del combustibile nel motore ad una pressione molto alta, una pre-iniezione comandata elettronicamente e i particolari iniettori elettroidraulici permettono di ottenere prestazioni migliori a fronte di consumi ridotti, minori emissioni ed un considerevole aumento della silenziosità di funzionamento.
Il 2.2 16v Diesel JTD/HDi – DW12 TED4 – FAP
Questo motore, che ha una cilindrata di 2 179 cm3, rappresenta un'« estrapolazione » della versione 2 litri DW10 ATED4. Si differenzia da quest'ultimo per una corsa dei pistoni più lunga di 8 mm e per la presenza di un turbocompressore a geometria variabile(VNTOP); inoltre dispone di una scatola con due controalberi inserita nella coppa dell'olio. Fissati sulle pareti del carter dell'olio, questi due alberi consentono di ridurre le vibrazioni provocate dalle parti in movimento.
Il 2.2 litri di cilindrata sviluppa una potenza massima di 94 kW a 4 000 g/min e una coppia massima di 314 Nm a 2 000 g/min. E' stato progettato per offrire una coppia elevata, disponibile sin da 1 200 g/min, e 250 Nm rappresentano circa l'80% della coppia massima disponibile fino a 3 800 g/min. Caratteristica che, unita alla presenza di due alberi di equilibratura, assicura a questo motore una rotondità di funzionamento molto simile a quella di un sei cilindri. In fati, questo motore conferisce alla Phedra ottime riprese e garantisce la massima sicurezza di guida per l'inserimento nel traffico.
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La disponibilità di una coppia elevata consente anche di guidare più a lungo ai bassi regimi, riducendo il consumo di carburante.
Punto di forza del 2.2 16v JTD, tuttavia, è il rispetto dell'ambiente. Si tratta, infatti, di un propulsore che dispone di alcune soluzioni tecniche particolarmente importanti sul fronte del controllo delle emissioni.
La prima è una sofisticata testa cilindri in alluminio nella quale sono integrati due condotti di aspirazione per cilindro (uno più corto "elicoidale" e uno più lungo "tangenziale"), che garantiscono un'eccellente turbolenza dell'aria all'interno del cilindro (swirl) e quindi una migliore combustione con conseguente riduzione delle emissioni.
Presente anche l'iniezione diretta ad alta pressione « Common Rail », prevista per alimentare, attraverso una pompa ad alta pressione comandata elettronicamente, una rampa comune la cui pressione interna può variare tra i 250 e i 1 350 bar, in base alla richiesta formulata dal « software » del calcolatore. Il rail è collegato ad iniettori Bosch dotati di una testa a comando elettroidraulico e provvisti di cinque fori di iniezione di diametro ridotto. Questi assicurano una polverizzazione estremamente fine nella camera di combustione e favoriscono un'alta qualità della miscela aria-carburante che consente di ridurre le emissioni inquinanti alla fonte.
La seconda è il FAP, un filtro destinato a trattenere il particolato e a ridurre la fumosità. Sistemato dopo il catalizzatore, il FAP è in carburo di silicio, ha forma cilindrica ed è costituito da una struttura porosa composta da migliaia di piccoli canali. I gas di scarico, forzati a passare all'interno di questi ultimi (che vengono chiusi alternativamente) depositano il particolato all'interno dei canali stessi.
Ogni 500-700 chilometri
questo filtro si autopulisce, rigenerandosi in modo automatico e non percepibile dal guidatore, grazie a due sensori posti prima e dopo il FAP che segnalano la necessità di rigenerare il filtro, bruciando le particelle accumulate
con l'aiuto del composto Eolys. L'operazione è eseguita attraverso una post-combustione del carburante (che avviene prima nello scarico e poi nel cilindro); ed un'altra post-combustione complementare, realizzata da un catalizzatore ossidante che si trova a monte del filtro.
2.2 litri benzina EW12 J4 (disponibile solo per la 807/C8)
Ha una cilindrata di 2 230 cm3 (alesaggio 86 mm, corsa 96 mm), sviluppa una potenza massima di 116 kW a 5 650 g/min, e una coppia massima di 217 Nm a 3 900 g/min. Sin dal regime di 2.000 g/min, questa motorizzazione mette a disposizione una coppia di 200 Nm, pari al 92% del valore massimo, e questo fino a 5 500 g/min. Questa caratteristica fa sì che il motore favorisca le riprese senza dover obbligatoriamente usare il cambio. Per evitare le vibrazioni parassite durante il funzionamento del motore, sono stati previsti due controalberi azionati dall'albero a gomiti. Questo propulsore, interamente in lega leggera (monoblocco - testata) e a quattro valvole per cilindro, dispone di due alberi a camme in testa. Per favorire la coppia ai bassi regimi, quello dell'aspirazione è provvisto di un sistema di distribuzione a bloccaggio variabile « VTC » con una variazione del bloccaggio di 20° rispetto all'albero motore. La gestione del motore è realizzata da un sistema Magneti Marelli di tipo 4MP, che comanda la valvola a farfalla motorizzata, l'iniezione sequenziale in fase e l'accensione, anch'essa sequenziale, con una bobina per ciascun cilindro.
Cambi
I motori presentati sono accoppiati a cambi meccanici a cinque marce di tipo BE4 (per il 2.0 16v benzina) o ML5 C (per il 2.2 benzina e i due Diesel), o automatici a quattro rapporti di tipo AL4 per il motore 2.0 diesel e ZF 4HP 20 per il motore sei cilindri benzina di 3.0 litri. Questi cambi automatici sono autoadattivi, gestiti elettronicamente e dispongono di comando sequenziale. Diversa perô è la logica di funzionamento dei due cambi automatici.
Quello riservato al 2.0 16v a benzina e al 2.0 16v JTD, infatti, dispone di un programma autoadattativo a gestione elettronica che gli permette di adeguarsi allo stile del guidatore, al profilo della strada e al carico del veicolo. E poi di un programma sequenziale con il quale il guidatore sceglie personalmente i cambi marcia agendo sulla leva selettrice che a quel punto di comporta come un joystick (impulso verso l'alto per salire di velocità, verso il basso per scalare).
Tre, invece, i programmi (autoadattativo, sport e neve) di cui dispone il sofisticato cambio automatico a controllo elettronico realizzato dalla ZF per la Phedra 3.0 V6 24v.
E' stato mantenuto il posizionamento particolare della leva del cambio sulla plancia, inaugurato sulla 806. E' il risultato di uno studio ergonomico avanzato, che permette di avere il comando naturalmente a portata di mano e libera uno spazio di passaggio tra i due sedili anteriori.
Il cambio meccanico ML5 C è un'evoluzione dell'ML5 T utilizzato finora, che è stato migliorato per aumentare la piacevolezza, la precisione di selezione delle marce, nonché un inserimento rapido e dolce. A tal fine le sincronizzazioni tra la 1a e la 2a marcia sono triple anziché doppie, quelle tra la 2a e la 3a sono doppie anziché singole, e la retromarcia ha ora una sincronizzazione al posto del freno del pignone.
La griglia del comando del cambio « a candeliere » ha un blocco della retromarcia, la cui linea è ora contigua a quella della prima. Il passaggio alla retromarcia avviene mediante un anello di bloccaggio che, tirato verso l'alto, consente d'inserire la marcia ed evita un passaggio inopportuno alla retromarcia in caso di rapido inserimento della prima.
Infine, il comando della frizione del cambio meccanico è idraulico, per offrire un funzionamento dolce e garantire sforzi costanti nel tempo.
Nuovita: Da inizio del 2004, il cambio della 2.2 JTD è un 6 marce. Questo cambio è simile a quello già esistente nella Citroën C5. Essi permette migliori prestazioni e consumi su statali e autostrade. Le quattro prime marcie sono uguali al precedente cambio, però la quinta è più corta (43,28 ch/ora invence di 46,08 a 1000 giri/minuto) e la sesta arriva a 52,40 ch/ora a 1000 giri/minuto (la sesta permete di viagiare in autostrada con 350 giri/minuto di meno che la vecchia quinta). I vantagi sonno un confort accoustico ancora migliore e un consumo minorato di 0,1 l/100 in media e 0,4 l/100 in città.
Sospensioni
In sintesi, le sospensioni della Lancia Phedra mantengono il collaudato schema del veicolo precedente (Mc Pherson davanti e traversa deformabile dietro) ma interpretato secondo standard tecnici, di qualità e di prestazioni più sosfisticati ed evoluti.Le sospensioni garantiscono, quindi, un ottimo confort di viaggio abbinato ad un comportamento dinamico pronto e sincero (eccellente, in particolare, il comportamento negli slalom e nel cosiddetto "test dell'alce").Tra i punti di forza dovuti alle rinnovate sospensioni vale la pena di ricordare anche l'eliminazione dei fenomeni di rollio, l'accresciuta efficacia frenante e il diametro di sterzata tra marciapiedi (10,92 m) che è tra i migliori del segmento.
In detaglio, le sospensioni, che dispongono di quattro ruote indipendenti a grande scuotimento, si compongono di un avantreno di tipo pseudo Mac Pherson triangolato. Una barra antirollio di 21,5 mm di diametro, nelle versioni benzina, e di 22 mm in quelle Diesel è collegata a ciascun elemento portante mediante una bielletta articolata su due giunti Uniball. Questa configurazione permette di rilevare rapidamente le informazioni e dunque di reagire rapidamente e con precisione alla minima variazione di rollio.
I triangoli rinforzati, l'aumento della carreggiata (36 mm), e articolazioni più rigide sono le principali modifiche rispetto alle definizioni della "Z". Gli ammortizzatori idraulici, con diagrammi di ammortizzazione adattati alle diverse motorizzazioni, sono pressurizzati a 3 bar e tutte le definizioni conferiscono a quest'avantreno piacevolezza di guida ed un comportamento su strada di alto livello.
Il retrotreno a traversa deformabile si compone di una traversa diritta e tubolare, la cui parte centrale non ha più una forma arrotondata, bensì deformata per schiacciamento. Essa assicura la funzione antirollio del retrotreno. A ogni estremità del tubo, i bracci tirati sono assemblati mediante saldatura e una barra stabilizzatrice di tipo Panhard, che collega la traversa al pianale, contribuisce al contenimento laterale del retrotreno.
Nella versione sei cilindri una barra antirollio supplementare completa il gruppo.
Per adattare meglio l'ammortizzazione posteriore alle varie condizioni di utilizzo, la sospensione è dotata di ammortizzatori a legge variabile in funzione del carico. Il principio di funzionamento sta nel controllo della fuoriuscita del liquido dell'ammortizzatore tra pistone e corpo dell'ammortizzatore.
Lo sterzo, di tipo a cremagliera e pignone, ha un martinetto idraulico integrato ed una servoassistenza modulata in funzione del regime del motore. Il piantone dello sterzo articolato su cardani permette una regolazione del volante sui due assi di 20 mm.
La frenata è garantita da quattro freni a disco, di cui due anteriori ventilati, di 285 mm di diametro e di 28 mm di spessore. La versione sei cilindri propone le pinze « Brembo » a quattro pistoncini e un disco ventilato di 310 mm di diametro e 32 mm di spessore.
Le altre versioni hanno due dischi pieni posteriori (diametro 272 mm, spessore 12 mm) con pinza associata.
Tutti i modelli sono dotati del sistema di controllo dinamico della stabilità (ESP), di un sistema di frenata d'emergenza (EVA), di un sistema supplementare di antibloccaggio delle ruote Bosch 5.7 (ABS), della ripartizione elettronica della coppia di frenata su ciascuna ruota (EBV6) e dell'antipattinamento (ASR).
Le ruote hanno un diametro di 15 o di 16 pollici, a seconda della motorizzazione e delle opzioni scelte.
Su ogni cerchio in lega d'alluminio è presente una valvola dotata di sensore di pressione dell'aria nei pneumatici che ne controlla in permanenza la pressione. In caso di anomalia, fa accendere una spia sul cruscotto.
Infine, in caso di frenata « energica », le luci d'emergenza si accendono automaticamente per segnalare la forte decelerazione del veicolo.
Un prodotto destinato quindi a raccogliere notevoli consensi da parte degli appassionati del settore che ne apprezzeranno qualità, confort, design e dinamicità.
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